Mini Beachcomber: addio per motivi di sicurezza

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Mini Beachcomber: spiaggina di lusso

La Mini Beachcomber resterà solamente un bellissimo esercizio stilistico: l’erede della leggendaria Mini Moke non verrà prodotta in serie a causa delle normative di sicurezza. La concept inglese, caratterizzata dalla totale assenza delle portiere e del tetto, non sarebbe mai riuscita ad essere promossa ai crash test necessari per ottenere l’omologazione per la vendita. Mini abbandonerà il progetto di una vettura ideale per l’estate oppure i geniali progettisti inglese troveranno una soluzione per unire designe e sicurezza?

La Mini Moke fu tra le protagoniste delle località di villeggiatura più vip degli anni 70. Nata come mezzo militare nel 1964, la piccola vettura inglese era caratterizzata dalla totale assenza di portiere e carrozzeria: i sedili posteriori e la copertura per la pioggia erano optional che venivano consegnati a parte al cliente.

Dopo quasi 50 anni dalla sua nascita, Mini ha presentato allo scorso Salone di Detroit l’erede della Moke, battezzata Beachcomber. Sviluppata sulla piattaforma della Countryman, la spiaggina dell’era moderna guadagna i montanti laterali rispetto al modello originale ma continua a proporre una carrozzeria estremamente scarna.

Proprio la mancanza di lamiera ha determinato l’abbandono del progetto: per superare i crash test laterali i tecnici inglesi avrebbero dovuto introdurre una traversa lungo la fiancata, snaturando così il progetto presentato alla manifestazione americana nel gennaio 2010.

La speranza di molti appassionati delle auto votate al tempo libero è che i tecnici inglesi trovino una soluzione per proporre la Mini Moke del terzo millennio.

lun 10/01/2011 da Simonluca Pini in Mini Beachcomber.

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