Incentivi auto 2010: le marche straniere si fanno sentire

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incentivi auto 2010


Dopo il no del governo sugli incentivi auto per il 2010 arriva il grido di allarme delle marche straniere:
se non verranno ristabiliti saranno a rischio 10.000 posti di lavoro e entrate per più di 5 miliardi di euro. Per il governo si prepara un altro duro confronto dopo quello avuto con Fiat.

Ormai sembrava tutto deciso: gli incentivi auto non sarebbero arrivati nel 2010. Il Governo ha deciso di investire in altri settori in difficoltà e anche Fiat ha dato il suo benestare all’operazione. Però in Italia non si vendono solo vetture del gruppo di Torino e ora arrivano le richieste dei gruppi esteri.

Le marche straniere rappresentate dall’UNRAE, si sono rivolte a Silvio Berlusconi con una lettera, indirizzata anche al Sottosegretario e ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia, sull’ipotesi di non voler rinnovare gli incentivi alla rottamazione. Le aziende estere si chiedono come mai il governo Italiano abbia dialogato solo con Fiat e non con loro, che rappresentano il 70% del mercato auto in Italia.
Dopo aver assistito in questi ultimi tempi al botta e risposta, apparso su tutti i giornali, tra gli esponenti di Governo e il Costruttore automobilistico nazionale, devo rilevare con vivo disappunto e rammarico come non si sia tenuto conto anche degli altri Costruttori presenti in Italia , ha dichiarato Loris Casadei, presidente Unrae. Come più volte evidenziato alle Istituzioni competenti i dati degli ordini sono oggi fortemente negativi e, in assenza di incentivi, il mercato automobilistico subirà una flessione di 350.000 unità, come del resto già evidenziato anche dal Costruttore nazionale, ha precisato il portavoce dei marchi stranieri.

Secondo i dati forniti dall’Unrae, se gli incentivi non venissero riproposti 10 mila posti di lavoro sarebbero a rischio, e verrebbero meno 800 milioni di IVA e lo 0,4% del PIL pari a ben 4,6 miliardi di euro. Riteniamo necessario che l’Esecutivo valuti con urgenza l’introduzione di provvedimenti a sostegno delle Reti commerciali, nonché misure più strutturali quali la revisione della fiscalità dell’auto, con particolare riferimento alle auto aziendali, e forme che promuovano la mobilità sostenibile ed eco-compatibile, unitamente ad una sempre maggiore sicurezza della circolazione degli autoveicoli, ha concluso Casadei.

lun 15/02/2010 da Simonluca Pini in Crisi economica.

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